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Incidenti con mezzi aziendali di chi è la responsabilità

La domanda può sembrare un po’ banale e altrettanto ovvia potrebbe apparire la risposta, ma siamo sicuri che sia tutto così semplice?

Pensiamo davvero di conoscere ogni cosa sull’incidentalità e sulle relative responsabilità?

È sempre solo responsabilità di chi guida? Il fleet manager potrebbe essere parte del processo?

Approfondiamo quali sono le responsabilità in caso di sinistri di una flotta aziendale e soprattutto a chi appartengono.

Come prima cosa va fatta una distinzione tra tipologie di sinistri:

  • Sinistri senza controparte
  • Sinistri con controparte con responsabilità acclarata del nostro driver
  • Sinistri con controparte con responsabilità della controparte

Al primo gruppo appartengono quei sinistri, magari di lieve entità, causati da disattenzione, che comportano comunque danni al veicolo ma che non coinvolgono terze parti: piccoli danni durante le manovre di parcheggio o in fase di uscita/ingresso dal veicolo, oppure provocati da parcheggi non appropriati o da terreni accidentati percorsi a velocità troppo elevata.

Il secondo gruppo comprende tutti i sinistri che coinvolgono terze parti e che sono stati causati dal nostro driver: impatti causati da scarsa attenzione o dal mancato rispetto del Codice della Strada. Si passa dal mancato rispetto del semaforo rosso o della precedenza, a un sorpasso azzardato, fino a un eccesso di velocità che non consente di fermare per tempo il veicolo. In ogni caso, un atteggiamento del driver ha causato direttamente un sinistro che ha coinvolto una o più controparti.

Su questo fronte, va detto che dal 2026 il quadro sanzionatorio è molto più severo che in passato: la riforma del Codice della Strada (Legge 177/2024, in vigore dal 14 dicembre 2024 e ormai pienamente operativa e consolidata) ha inasprito in modo netto le conseguenze proprio per i comportamenti che più spesso generano incidenti in flotta, a partire dalla distrazione da smartphone alla guida. Oggi la prima infrazione per uso del cellulare durante la marcia comporta una multa da 250 a 1.000 euro, la decurtazione di 5 punti e la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi; in caso di recidiva la sanzione può salire fino a 1.400 euro, con sospensione fino a 3 mesi. Le pene aumentano ulteriormente se l’uso del dispositivo causa un incidente. È stato inoltre introdotto il dispositivo alcolock per i conducenti sanzionati per guida in stato di ebbrezza, e regole più stringenti per i neopatentati (tolleranza zero sull’alcol e limiti di potenza del veicolo nei primi tre anni), aspetti che un fleet manager con driver giovani in flotta deve tenere presenti nella gestione del rischio.

Infine ci sono incidenti in cui sono coinvolti i mezzi della nostra flotta, ma che non sono causati da noi, almeno in apparenza. Ebbene sì, anche in questa ultima tipologia di sinistro non siamo completamente esentati da responsabilità. Se approfondiamo il ragionamento ci appare chiaro che, tranne pochissimi casi, anche laddove apparentemente siamo stati vittima di un sinistro, la nostra attenzione gioca un ruolo fondamentale.

Dunque non è poi tutto così semplice. Se freniamo in modo brusco perché ci accorgiamo all’ultimo istante di un ostacolo e qualcuno impatta col nostro mezzo tamponandoci, di chi è la responsabilità?

La disciplina civilistica sulla presunzione di colpa in caso di tamponamento (art. 2054 c.c.) non è stata toccata dalla riforma del 2024-2026: resta quindi il tamponante a dover dimostrare di aver tenuto la corretta distanza di sicurezza, ed è lui il diretto responsabile agli occhi della legge. Ma dal punto di vista pratico non è difficile ammettere che anche la nostra disattenzione ha giocato la sua parte.

La distrazione risulta ancora oggi la maggiore causa di incidentalità stradale ed è proprio per questo che il legislatore, con la riforma consolidatasi nel 2026, ha scelto di colpirla con sanzioni molto più pesanti rispetto al passato.

Che responsabilità ha il fleet manager in caso di sinistri?

Ritornando al fleet manager: esiste una sua responsabilità quando si parla di sinistri che riguardano mezzi aziendali? Sì.

Gestire la flotta significa infatti gestire anche il rapporto diretto con i driver e con le compagnie assicurative o con i noleggiatori a lungo termine: in entrambi i casi il fleet manager è il ricettore di tutte le informazioni utili a ricostruire il sinistro e a comprenderne dinamica e responsabilità.

I sinistri fanno parte dell’attività quotidiana di chi gestisce le flotte aziendali, ma quando ci si accorge di essere di fronte a un fenomeno in crescita, è necessario fermarsi, analizzare i dati a disposizione e riflettere su quali strumenti possano invertire questa tendenza negativa. Con il nuovo Codice della Strada, questo compito è diventato ancora più rilevante: le sanzioni più severe per distrazione, alcol e velocità si traducono, per l’azienda, in un rischio più alto non solo in termini assicurativi, ma anche di continuità operativa dei driver, che possono vedersi sospendere la patente più facilmente rispetto al passato.

L’incidentalità può essere ridotta agendo soprattutto sul comportamento degli autisti: attenzione a quello che si fa, a quanto ci circonda, consapevolezza di sé stessi possono aiutare a ridurre drasticamente il numero dei sinistri. Il fleet manager può intervenire attivamente.

Esistono corsi di formazione di guida pensati per questo, dedicati alle aziende che hanno flotte, costruiti su misura in base all’attività svolta e alla tipologia delle strade percorse abitualmente anche alla luce delle nuove regole 2026 su segnaletica, ZTL e limiti per neopatentati, che rendono ancora più importante un aggiornamento periodico dei driver.

DRIVEvolve si occupa anche di questo e da oltre dieci anni tiene corsi di guida in sicurezza per driver di mezzi pesanti e leggeri. Moltissimi fleet manager si sono rivolti a noi per ridurre l’incidentalità stradale e migliorare gli standard di sicurezza dei propri driver: scopri come.

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