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Come ridurre le emissioni CO₂ nelle flotte di veicoli commerciali

Ridurre le emissioni di CO₂ dei veicoli commerciali è un’azione virtuosa, necessaria da un lato ad assecondare le politiche di tutela ambientale, dall’altro a rispettare le sempre più stringenti disposizioni dell’Unione Europea.

Meno impatto significa meno consumi e meno spese. Sono le premesse per utilizzare gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione per monitorare le emissioni e per intervenire di conseguenze con interventi correttivi.

La composizione del parco mezzi commerciali

La definizione veicoli commerciali comprende una vasta gamma di mezzi, diversi per tipologia e mansioni.

Come spiega il sito di settore SicurAuto, sono considerati commerciali i veicoli utilizzati a livello imprenditoriale o professionale per il trasporto di merci o passeggeri.

Vale a dire quei veicoli che permettono di svolgere un’attività lavorativa che prevede l’ausilio di un mezzo di trasporto, senza il quale tale attività non potrebbe realizzarsi.

Considerare il fattore emissioni al momento dell’acquisto o noleggio in relazione alla gestione flotta

Aziende grandi e piccole utilizzano mezzi commerciali per i propri trasporti. Le loro sono esigenze diverse, che vanno tenute nella massima considerazione al momento dell’acquisto o del noleggio dei mezzi.

Ci sono infatti ditte che concentrano le proprie consegne su un territorio locale, e dunque con conducenti e mezzi che affrontano un traffico soprattutto urbano o dell’immediata periferia. Altre invece che caricano e scaricano merci su lunghe percorrenze.

Uno dei fattori per l’individuazione di un veicolo al posto di un altro è legato anche alla necessità per le grandi aziende di inserire nei propri bilanci sociali le attività svolte per la sostenibilità lavorando sempre più mezzi a basso impatto ambientale, sia per le piccole che grandi imprese.

Avere a disposizione uno o più mezzi ibridi o elettrici, all’interno di una flotta composta da mezzi a motore con iniezione diesel o benzina diventa una scelta strategica da prendere in considerazione.

E non solo per monitorare il livello generale di inquinamento prodotto dalla propria flotta, ma anche perché i costi dei carburanti hanno continue oscillazioni. In una visione d’insieme del mezzo, bisognerà anche valutare in sede di acquisto e noleggio altri elementi che incidono su consumi ed emissioni.

Tra questi, per esempio, l’ampiezza del vano in relazione al carico medio previsto (un peso inutile a bordo influisce negativamente) e l’uso dell’aria condizionata: preferibile impostare il climatizzatore al minimo a una velocità superiore ai 50 km/h, in modo da chiudere i finestrini e migliorare l’aerodinamica ottimizzando le emissioni e riducendo il consumo di carburante.

Grandi e piccole aziende: gestione flotta e rapporto con le emissioni di anidride carbonica

Una volta in strada, i mezzi vanno monitorati. Sia le grandi che le piccole aziende hanno la necessità di fotografare il parco auto controllando:

  • Emissioni di CO₂.
  • Consumi di carburante.
  • Usura dei mezzi.
  • Percorsi, chilometraggio dei conducenti.

La gestione complessiva della flotta è un’attività strategica fondamentale per un’impresa. Nello specifico delle emissioni, serve una flotta moderna, dal minore impatto ambientale.

Ma, anche nella gestione di veicoli ibridi, è altrettanto importante attivare le azioni di riduzione delle emissioni e dei consumi.

Ma quali sono le azioni da mettere in campo per arrivare all’obiettivo?

  • Inserimento nella flotta di mezzi ibridi o elettrici, meno inquinanti di quelli tradizionali.
  • Attenta analisi preliminare dei parametri dichiarati dalle case produttrici dei mezzi.
  • Stima delle percorrenze e dei tragitti (urbani, extraurbani, in pendenza…).
  • Analisi dei dati dei rifornimenti.

Altri elementi chiave sono:

  • Analisi dei dati forniti dalle scatole nera dei GpsCanbus.
  • Stile di guida del conducente in rapporto ai consumi e alle emissioni (un fattore che si può ottimizzare con un’innovativa attività di formazione).
  • Un software di gestione è il supporto che consente di mettere insieme tutti questi elementi in modo da conseguire l’obiettivo finale.

La tecnologia del software di gestione flotte

Una grande come una piccola azienda può trovare la soluzione adeguata a ogni esigenza nella tecnologia di DRIVEvolve. Parliamo di software e servizi che automatizzano il processo dei dati, permettono un’analisi veloce e consentono un rapido intervento di correzione.

In ottica preventiva, però, serve anche educare a un modello di guida virtuoso. Se gestisci una realtà di dimensioni contenute, scopri come impostare la gestione della flotta aziendale nelle PMI.

La formazione di guida

Sono di una trentina di anni fa i primi esperimenti in Paesi come Svizzera, Germania, Olanda e Finlandia per sviluppare, nella gestione della flotta, un nuovo stile di guida che incidesse positivamente sul bilancio di un’azienda rispetto a quello tradizionale.

Come raggiungere questo obiettivo è oggi un fattore determinante per chi utilizza mezzi commerciali. Le strade sono segnate: il supporto della tecnologia, la modernità della flotta e la sensibilizzazione dei conducenti verso comportamenti virtuosi.

La formazione e la sicurezza dei conducenti sono il valore aggiunto di una flotta. Per questo i corsi organizzati da DRIVEvolve hanno tre obiettivi primari: aumentare la sicurezza dei dipendenti, insegnare uno stile di guida corretto e costruire le basi per ridurre consumi e manutenzioni dei veicoli.

Un corso per una guida più consapevole fa risparmiare l’azienda sui costi, perché i veicoli consumano meno e inquinano meno. Aumenta inoltre la sicurezza dei driver e la loro consapevolezza al volante. Per conoscere contenuti e metodo, leggi l’approfondimento sui corsi di guida sicura per le aziende.

I corsi DRIVEvolve sono incentrati su questi obiettivi, sia per una piccola sia per una grande azienda: una formazione su misura per ogni esigenza e per ogni flotta, a motore termico, ibrido o elettrico.

Contattaci e valutiamo insieme la situazione della tua azienda.

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