Come ottimizzare i costi di gestione della flotta aziendale.
L’obiettivo di ogni imprenditore è una gestione corretta della flotta. Per farlo bisogna considerare non solo il TCO (Total Cost of Ownership), ma sempre più il TCM (Total Cost of Mobility), che amplia la prospettiva includendo costi e servizi legati alla mobilità complessiva dell’azienda (ad esempio car pooling aziendale, soluzioni di micromobilità, costi di integrazione tecnologica). Organismi e studi di settore, come quelli di LeasePlan, Fleet Europe e Cebr, sottolineano come una visione TCM permetta decisioni più strategiche e una valutazione completa dell’impatto economico e operativo della mobilità aziendale.
I principali centri di costo, raggruppati per macro-aree, sono:
- Modalità di approvvigionamento della flotta
- Finanziamento
- Modelli dei veicoli
- Organizzazione della flotta
- Drivers
Vediamo come ottimizzare ciascuna area.
Modalità di approvvigionamento della flotta
La modalità di approvvigionamento è il primo passo per ridurre i costi: la voce relativa all’ammortamento incide sul TCO per circa il 41% dei costi totali e, in certi casi, può arrivare fino al 50%. Per questo la scelta tra noleggio a lungo termine, acquisto con finanziamento o leasing è centrale.
Nella valutazione vanno considerate:
- tipologia di utilizzo del veicolo,
- chilometraggio annuo previsto,
- gestione operativa e logistica,
- effetti fiscali e impatto sui flussi di cassa.
Finanziamento della flotta aziendale
L’area finanziaria valuta l’impatto degli oneri di finanziamento e la sostenibilità per l’azienda. Nel noleggio a lungo termine il canone dovrebbe coprire tutti i costi d’esercizio; leasing e finanziamento espongono oneri differenti, variabili per istituto e condizioni contrattuali. L’acquisto con mezzi propri conferisce piena proprietà e controllo, ma richiede liquidità.
Indicatori da considerare per scegliere la soluzione migliore:
- vantaggi fiscali,
- impatto sulla liquidità aziendale,
- flessibilità gestionale,
- esigenze organizzative dell’azienda.
Modelli dei veicoli
La scelta dei modelli deve essere guidata dall’attività della flotta e da un confronto di mercato finalizzato al minor costo totale (acquisto + gestione). Elementi tecnici rilevanti:
- alimentazione: diesel, benzina, GPL/Metano, ibrido, elettrico
- tecnologia a bordo: sistemi di sicurezza, telematica
- per veicoli commerciali: tipologie di allestimento e usi specifici.
Integrare nel calcolo il costo energetico, gli incentivi fiscali per veicoli elettrici e i costi di infrastruttura di ricarica è fondamentale per valutare il TCM, poiché la mobilità elettrica modifica sia i costi diretti che quelli indiretti (manutenzione, formazione, downtime).
Drivers
I drivers sono il fulcro operativo: il loro comportamento incide direttamente su consumi, sicurezza e costi di manutenzione. Investire su formazione e consapevolezza produce benefici misurabili:
- riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2,
- minore incidentalità e numero di infrazioni,
- riduzione dei tempi di fermo macchina e dei costi di manutenzione,
Formazione su stili di guida virtuosi, uso dell’ecosistema tecnologico del veicolo e sensibilizzazione sul rapporto Uomo–Veicolo–Strada sono leve semplici ma molto efficaci per abbassare il TCM.
Perché integrare TCO e TCM
Mentre il TCO si concentra sui costi diretti legati alla proprietà (acquisto, ammortamento, manutenzione), il TCM amplia la lente includendo costi operativi della mobilità (servizi di mobilità, infrastrutture, impatto ambientale, integrazione tecnologica). L’ottimizzazione dei costi di flotta richiede una visione integrata che combini scelte di approvvigionamento, struttura finanziaria, scelta dei veicoli, organizzazione interna e formazione dei driver. Possiamo vedere insieme le funzioni chiave che un software di fleet management deve avere per essere considerato efficace in ottica TCM: monitoraggio consumi, gestione manutenzioni, analisi dei percorsi, reportistica finanziaria e KPI personalizzabili. Contatta uno dei nostri esperti.